COP22 – La delegazione della Coalizione Clima incontra il Ministro Galletti

Nel pomeriggio di giovedì 17 novembre la delegazione italiana di associazioni appartenenti alla Coalizione Clima ha incontrato a Marrakech il Ministro dell’Ambiente Galletti, che rappresenta l’Italia nell’ambito della Cop22.

Presenti rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil e Uil, della CIA – Confederazione Italiana Agricoltori e delle associazioni A Sud, Rete della Conoscenza, Studenti per l’Ambiente, Cospe, Fairwatch, Legambiente, Wwf, Italian Climate Network, Arci, Giornalisti nell’Erba ed Istituto Paride Baccarini.

La delegazione ha presentato i principali punti contenuti nel documento unitario diffuso dalla Coalizione  prima dell’avvio della Conferenza di Marrakech, i cui punti principali chiedono di:

  • contribuire fattivamente al ruolo di leadership dell’Europa nell’attuazione dell’Accordo di Parigi;
  • realizzare una strategia e un piano per la decarbonizzazione al 2050;
  • riscrivere la SEN;
  • aumentare gli impegni relativi alle azioni di riduzione delle emissioni di gas serra e all’adattamento;
  • implementare azioni per rendere effettivi i principi contenuti nel preambolo dell’Accordo di Parigi, tra cui Diritti umani, giusta transizione dei lavoratori ed equità intergenerazionale;
  • implementare veri processi partecipativi e democratici con il coinvolgimento delle comunità locali e delle parti sociali;
  • definire con certezza gli impegni finanziari e tecnologici del Fondo verde per il Clima.

Altre richieste specifiche contenute nel documento riguardano l’Italia (nuovo piano industriale “Industria 4.0” e la richiesta di non mantenere una impossibile “neutralitá tecnologica”, puntando invece decisamente su efficienza energetica e rinnovabili, nonché  il piano per la manutenzione del territorio.

(Il doc completo è scaricabile qui: http://www.coalizioneclima.it/marrakech-2016-azioni-concrete-clima-la-giustizia-sociale/)

Gli interventi dei partecipanti si sono concentrati su diversi degli aspetti su elencati, cui si aggiungono la necessità di varare in tempi certi una road map per la decarbonizzazione e piani di adattamento, la necessità di garantire la coerenza tra politiche nazionali e impegni assunti in sede internazionale, la provenienza dei fondi italiani destinati al Climate Green Fund e gli indirizzi relativi al loro utilizzo, la relazione tra trattati di libero scambio e azione climatica, le proposte del governo per l’inclusione della società civile nel disegno dei piani di azione, la maggior ambizione da garantire all’ NDC nazionale.

Nel suo intervento Galletti ha affermato di ritenere irreversibile l’accordo, come già dichiarato nello statement di stamani in plenaria, argomentando che tale irreversibilità è data in primo luogo proprio dalla pressione dell’opinione pubblica. La Coalizione Clima precisa a tal proposito che il ruolo realmente ricoperto in Italia dalla società civile attiva sulle tematiche connesse al cambiamento climatico non é adeguatamente riconosciuto: gli spazi di concertazione reale sono inesistenti e la mera consultazione è elemento ad oggi non sufficiente a garantire una reale inclusione delle istanze e delle proposte delle organizzazioni sociali nel varo delle politiche climatiche ed ambientali.

Secondo Galletti, altrettanto irreversibile risulterebbe “la via dell’ambientalizzazione in italia”. In questo caso “la motivazione non è solo morale ed etica ma economica”. Queste affermazioni non trovano solo parziale riscontro riscontro nella realtà italiana: il movente economico come ratio del cambiamento di paradigma necessario a salvare il pianeta dal caos climatico è da considerarsi limitato in assenza di una politica nazionale di indirizzo. In merito i convenuti hanno espresso preoccupazioni circa l’efficacia delle politiche energetiche, infrastrutturali ed industriali del paese e circa l’efficacia operativa dell’accordo.

Su questo ultimo punto, il Ministro ha precisato che il Paris Agreement “potrá essere reso piú efficace in futuro dai meccanismi di governance previsti dal testo”.  Si è inoltre impegnato ad opporsi come governo all’abolizione della priorità di dispacciamento nella nuova direttiva sulle rinnovabili. Sulle sanzioni, ha precisato che esse non sono né saranno previste in quanto non parte del framework Onu. Ci saranno invece sanzioni a livello europeo qualora i paesi Ue non rispettassero i target di riduzione previsti dall’Effort Sharing.

Il Ministro ha rimandato la maggior parte dei temi sottoposti alla sua attenzione a prossime occasioni di confronto, esprimendo disponibilità a rivedere la delegazione al ritorno in Italia.

Ha inoltre confermato l’impegno a aprire a breve un tavolo di confronto formale con le organizzazioni sindacali sui temi oggetto dell’incontro, con particolare riferimento alla giusta transizione dei lavoratori, in coerenza con i documenti del sindacato europeo e internazionali.

Nel quadro attuale, e ancor più dopo Marrakech, il ruolo di stimolo e controllo della società civile e delle parti sociali rispetto ai governi nazionali avrà importanza cruciale per perseguire gli impegni assunti.

Il percorso verso l’obiettivo di 1.5 °C – Documento della società civile internazionale per gli impegni pre 2020

Un’analisi degli attuali impegni di riduzione nelle emissioni di gas serra, nonché un appello alla necessità di un’azione tempestiva: è lo studio “Il percorso verso l’obiettivo 1.5°C” prodotto da una vasta coalizione di organizzazioni internazionali tra cui FOCSIV che fa parte di Coalizione Clima.

Il documento sottolinea il principio di responsabilità comune ma differenziata, il principio di equità a proposito del calcolo delle quote di riduzione delle emissioni di gas serra tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo. Le quote sono calcolate sulla base di due variabili definite dall’UNFCCC: responsabilità storica delle emissioni (quindi quanto si è contribuito al livello attuale di emissioni) e la capacità di convertire i propri sistemi energetici.

Considerati diversi benchmark di equità emerge che, senza ulteriori impegni (che auspichiamo vengano rafforzati in sede COP 22), i paesi sviluppati, nonostante abbiano quote eque di riduzione delle emissioni maggiori in base a qualsiasi benchmark offrono un livello di mitigazione considerevolmente poco ambizioso. Al contrario, i paesi in via di sviluppo, sebbene non raggiungano quella che sarebbe la loro quota equa di riduzione, sono più vicini al raggiungimento dell’equità.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiscono il quadro in cui inserire un equo percorso verso l’obiettivo 1.5°C e riflettono e promuovono un ampio consenso della comunità internazionale per un futuro senza povertà, in cui l’economia e l’ambiente fioriscono insieme.

Leggi e scarica il Documento

Marrakech 2016: cosa proponiamo per la COP22

La Coalizione Italiana Clima è composta da oltre 250 fra associazioni e movimenti ambientalisti, sociali e religiosi, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, reti di studenti, media e enti locali. Siamo impegnati nella lotta per la giustizia climatica, intesa come transizione a un modello di sviluppo alternativo e sostenibile che garantisca, insieme all’imprescindibile risultato di riuscire a restare entro 1,5°C di aumento della temperatura globale rispetto ai livelli preindustriali: decarbonizzazione, sicurezza alimentare, accesso all’acqua e all’energia per tutti, diritto alla terra, tutela dei beni comuni, collaborazione fra i popoli, equa ripartizione delle risorse del pianeta, il diritto alla salute.

Siamo anche impegnati, insieme e ognuno negli ambiti di competenza, per dare un contributo in termini di informazione e sensibilizzazione sul tema dell’emergenza climatica.

A un anno di distanza dall’Accordo di Parigi, in cui i leader mondiali hanno assunto l’impegno di mantenere l’aumento della temperatura media globale bene al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e proseguire l’azione volta a limitare l’aumento di temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, l’adozione di politiche concrete non è più rinviabile.

Cosa proponiamo per la COP22

La COP22 si svolge in Africa, uno dei continenti più colpiti dai cambiamenti climatici, un continente che ha uno dei più bassi rapporti pro-capite in termini di emissioni di CO2 ma che paga uno dei prezzi più alti in termini di vite umane, guerre per l’accaparramento di risorse e di migrazioni climatiche.

Ambizione per accelerare le azioni nell’Agenda delle parti, Diritti umani, giusta transizione dei lavoratori e equità intergenerazionale

Nell’Accordo di Parigi il rispetto dei diritti umani non è stato inserito fra gli impegni ma è stato relegato nel preambolo, sottoposto alle rispettive obbligazioni dei singoli Governi, anche la giusta transizione dei lavoratori e l’equità intergenerazionale sono nel preambolo.

Il rispetto dei diritti umani, la giusta transizione dei lavoratori e l’equità, sia intergenerazionale che fra tutti gli abitanti del pianeta, sono prerequisiti irrinunciabili a cui devono rispondere tutti i progetti di mitigazione e adattamento e devono essere parte integrante degli impegni per la lotta contro i cambiamenti climatici. Rifiutiamo, invece, le false soluzioni che espropriano le popolazioni della propria terra, sottraendola spesso all’agricoltura di sostentamento per la realizzazione di grandi opere. Chiediamo inoltre il riconosciuto lo status di rifugiato ambientale.

Aumentare il livello di ambizione dell’accordo e rendere effettiva la partecipazione, tutelarne l’efficacia    

Gli impegni nazionali volontari assunti nell’Accordo di Parigi non sono sufficienti a garantire gli obiettivi di contenimento dell’aumento delle temperature. La COP22 deve avviare da subito un processo di revisione per elevare gli impegni di riduzione delle emissioni e accelerare la transizione a un’economia a zero emissioni di carbonio. Gli impegni nazionali devono essere frutto di veri processi partecipativi e democratici con il coinvolgimento delle comunità locali e delle parti sociali.

Gli impegni assunti dai singoli Paesi devono essere salvaguardati da possibili cause di risarcimento presso arbitrati di risoluzione delle controversie inseriti in accordi internazionali, come sottolineato da una risoluzione del Parlamento Europeo dell’ottobre 2015.

Finanza per il clima

La COP22 deve definire con certezza gli impegni finanziari e tecnologici necessari ai progetti di mitigazione e adattamento e per la giusta transizione dei lavoratori. I paesi industrializzati devono assumersi la responsabilità nei confronti dei paesi più poveri e più vulnerabili agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici garantendo le risorse necessarie e l’accesso all’innovazione per evitare ogni nuova forma di dipendenza.

Cosa chiediamo all’Europa

Gli impegni al 2030 devono essere rivisti alla luce dell’obiettivo di 1,5°C e occorre intervenire prima del 2020. E’ necessaria una coerenza delle politiche europee per evitare che processi in altri ambiti, come quello economico-commerciale, possano inficiare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi che si propone di raggiungere. L’Europa deve assumere la sua responsabilità nei confronti dei paesi più poveri, e in particolare dell’Africa, sostenendo significativamente il Fondo Verde per l’adattamento e la mitigazione.

Cosa chiediamo all’Italia   

Piano per la decarbonizzazione

L’Italia è colpevolmente impreparata alla sfida climatica. Il nostro Paese non ha ancora nessun piano strategico per la decarbonizzazione dell’economia né per la giusta transizione dei lavoratori coinvolti nei processi di cambiamento e non ha assunto nessuna misura di sostegno e incentivazione alla transizione a un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Per colmare il divario di emissioni che ci allontana da una traiettoria sicura all’interno dei +1,5°C è necessario valutare ogni scelta in materia di investimenti, politica economica, fiscale, industriale e infrastrutturale anche alla luce delle esigenze di transizione climatica. Per questo riteniamo che oltre alla definizione di un piano strategico complessivo per la decarbonizzazione, non si debba perdere nessuna occasione: dalla Legge di Bilancio, al Piano Nazionale Industria 4.0, dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, alla necessaria e urgente revisione della Strategia Energetica Nazionale per promuovere una riconversione sostenibile dei modelli di produzione e di consumo. La pianificazione strategica deve essere perseguita attraverso il dialogo sociale e con il coinvolgimento democratico e partecipato dei territori, delle comunità e dei lavoratori.

Piani di adattamento e piano di manutenzione del territorio

Dopo la definizione della strategia nazionale di adattamento, siamo in forte ritardo per la definizione delle linee guida di coordinamento nazionale per la definizione delle politiche e dei piani di attuazione locali e nella definizione delle macro aree.

I confini naturali dell’Italia; le Alpi e il Mediterraneo stanno risentendo moltissimo dei cambiamenti climatici in atto. Le minacce per l’ecosistema alpino e quello mediterraneo non sono un problema solo italiano ma l’Italia può avere un ruolo centrale dettato proprio dalla sua posizione geografica e dall’essere un ponte climatico tra due continenti. L’Italia deve promuovere la cooperazione con i paesi confinanti, con tutti quelli che si affacciano sul Mare Nostrum, così come con l’Africa, per definire obiettivi concreti, chiedendo anche all’Unione Europea di trovare le risorse necessarie.

Il nostro Paese ha urgente bisogno di un piano straordinario per la progettazione e realizzazione delle bonifiche del territorio, la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio dal rischio idrogeologico, la messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare pubblico e privato, la tutela del patrimonio artistico e culturale: tutto questo tenendo conto degli impatti dei cambiamenti climatici e della moltiplicazione esponenziale del rischio.

Sono queste le vere opere strategiche di cui il nostro paese ha bisogno e sono veramente indifferibili, urgenti e di pubblica utilità. Necessitano pertanto di finanziamenti pubblici adeguati e devono essere sostenuti da un piano straordinario di occupazione. Va adottato un provvedimento legislativo per il consumo di suolo zero e deve essere adottata una normativa legislativa specifica sulla gestione dell’acqua che recepisca la volontà popolare espressa nell’esito referendario.

 

Scarica il documento cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

A Sud e il CDCA presentano il dossier sull’avanzamento delle politiche per fermare i cambiamenti climatici

Nel giorno dell’avvio dei lavori della COP22 di Marrakech e a tre giorni dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi,  A Sud e il CDCA – Centro di documentazione sui conflitti ambientali hanno presentato il dossier “L’Italia vista da Parigi – Impegni internazionali e politiche nazionali per la lotta ai cambianti climatici”. 

Già ratificato da un numero di Parti tale da permetterne l’entrata in vigore anticipata, l’Accordo rappresenta senza dubbio un fondamentale punto di partenza per costruire un quadro di riferimento globale e vincolante nella lotta contro il tempo per scongiurare la più grande catastrofe che pende sull’umanità: quella climatica. Le questioni aperte restano tuttavia numerose, alcune delle quali dirimenti, e vanno sciolte quanto prima per dare al framework legale la possibilità di incidere concretamente sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Questo dossier intende contribuire al dibattito pubblico sul tema, attraverso l’analisi di una corposa letteratura di report scientifici, documenti istituzionali e dossier statistici elaborati da centri di ricerca internazionali. Obiettivo è fare il punto sulle ultime evidenze scientifiche, sullo stato di avanzamento delle negoziazioni, sugli impegni presi dai singoli Paesi e sull’adeguatezza delle politiche messe in campo dall’Unione Europea e dall’Italia rispetto agli obiettivi fissati in sede internazionale.

Leggi e scarica il dossier completo cliccando qui

 

Oggi inizia COP22

Si aprono oggi a Marrakech (Marocco) i lavori della XXII Conferenza delle Parti (COP22) dell’UNFCCC.
Una conferenza fondamentale in quanto la prima dopo lo storico Accordo raggiunto lo scorso dicembre a Parigi ed entrato in vigore lo scorso 4 novembre.
Ciò significa che già alla COP22 si terrà la prima sessione negoziale (CMA1) che lavorerà alla definizione dei dettagli di implementazione dell’Accordo.

Numerose organizzazioni che fanno parte di Coalizione Clima saranno a Marrakech e seguiranno i negoziati da vicino. Grazie ad Italian Climate Network avremo un resoconto dettagliato dell’avanzamento dei lavori durante la COP22.

Per maggiori info clicca qui

Marrakech chiama Bruxelles

L’accordo di Parigi sul clima in vigore grazie alla ratifica di Cina e Stati Uniti. E alla Cop 22 l’Ue dovrà impegnarsi per recuperare la leadership perduta

di Mauro Albrizio*

L’accordo di Parigi è entrato in vigore in tempo per l’apertura della Conferenza sul clima (Cop22), che si tiene a Marrakech dal 7 al 18 di questo mese. È una svolta storica nella lotta ai cambiamenti climatici, dovuta soprattutto all’accelerazione impressa da Cina e Stati Uniti con l’annuncio congiunto della ratifica dell’accordo al G20 dello scorso settembre. L’Europa è stata costretta ad accodarsi all’ultimo momento utile – per consentire l’entrata in vigore dell’Accordo – con il deposito congiunto della ratifica dell’Unione Europea e di soli otto Stati membri (Francia, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Malta, Portogallo e infine anche l’Italia).

Per la prima volta le due principali economie responsabili dell’attuale crisi climatica – insieme rappresentano il 38% delle emissioni carboniche totali – prendono la leadership dell’azione climatica globale, impegnandosi ad agire subito senza attendere il 2020, come concordato lo scorso dicembre a Parigi.

L’agenda della Cop22 – con l’entrata in vigore anticipata – si concentrerà sull’azione climatica globale necessaria per dare gambe all’accordo. A partire dalla definizione delle modalità di revisione – prevista dall’accordo per il 2018 – dei primi impegni sottoscritti a Parigi. Inadeguati a centrare l’obiettivo ambizioso di contenere entro la fine del secolo l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia critica di 2°C e di mettere in atto tutti gli sforzi possibili per non superare 1.5°C, così da meglio contenere i rischi per le comunità vulnerabili dei paesi poveri. Obiettivo questo che implica zero emissioni entro il 2050.

L’Europa deve pertanto arrivare a Marrakech con un piano per l’aumento dell’attuale impegno di riduzione delle emissioni al 2030, in modo da poter giocare concretamente un ruolo di leadership nel processo di revisione previsto per il 2018.

L’Unione Europea – in coerenza con l’accordo di Parigi – deve ridurre le sue emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. Secondo il rapporto di Ecofys per il Parlamento europeo, solo con il raggiungimento congiunto degli obiettivi del 30% di rinnovabili e del 40% di efficienza energetica si realizzerebbe una riduzione delle emissioni climalteranti del 54%. In Europa ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Abbiamo già un trend di riduzione del 30% al 2020. Rivedere l’attuale impegno del 40% è pertanto possibile senza grandi sforzi e con un impatto positivo sull’economia europea. È ormai provato che l’azione climatica fa bene alla nostra economia. Nel periodo 1990-2014 si è registrato un forte disaccoppiamento tra riduzione delle emissioni e aumento del Pil. Mentre le emissioni sono diminuite del 24.4%, il Pil europeo è aumentato del 47%.

Non è più il tempo di rinvii. Serve subito un forte segnale dall’Europa. A partire da Marrakech, dove deve riconquistarsi con i fatti la storica leadership ormai in declino.

* Ufficio europeo Legambiente

Accordo di Parigi sul clima: anche il Senato ratifica

Buone notizie dal Parlamento italiano. Anche il Senato della Repubblica ha ratificato nella giornata di ieri il ddl n. 2568 “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015”.

Il provvedimento prevede la partecipazione dell’Italia alla prima capitalizzazione del Fondo verde per il clima con 50 milioni di euro per ogni anno, dal 2016 al 2018.

Il Fondo verde per il Clima è stato istituito dalla sedicesima Conferenza delle Parti(COP16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul clima svoltasi a Cancun nel 2010. Si tratta di uno strumento finanziario multilaterale di investimento per progetti a favore dei paesi in via di sviluppo che vogliano ridurre le emissioni e accrescere le proprie capacità di adattamento. Gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati a fornire quasi la metà delle risorse del fondo: 4,7 miliardi di dollari.

I punti essenziali del ddl sono:

Continue reading

Clima – Italia ratifichi velocemente Accordo Parigi

Clima, danno d’immagine per l’Italia presentarsi alla Cop22 senza la ratifica dell’Accordo di Parigi

Urgente il passaggio del testo al Senato

A Marrakech necessari impegni ambiziosi e concreti

 

Dopo il sì della Camera alla ratifica dell’Accordo di Parigi, urge il passaggio del testo al Senato. Il tempo stringe e difficilmente l’Italia si presenterà a Marrakech alla 22esima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, in programma dal 7 al 18 novembre, con la legge in tasca. Un danno per il nostro Paese in primis e per l’Unione europea tutta nonostante la ratifica comunitaria, secondo la Coalizione italiana clima, che torna a sottolineare come arrivare tardi mini la credibilità dell’impegno europeo sul clima affermato negli ultimi 10 anni.

La ratifica è un primo indispensabile atto di serietà se si vuole lavorare davvero per l’attuazione del trattato alla COP22 di Marrakech, dove è necessario prendere impegni stringenti, concreti, globali, seri ed ambiziosi, e immediatamente mettersi all’opera per rispettarli.

Vi si affronteranno, fra le altre, questioni riguardanti le strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici, la giusta transizione a un’economia a zero emissioni di carbonio, i finanziamenti e le scelte strategiche necessarie per affrontare le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici che già oggi subiamo; la sfida è di primaria importanza, eppure ad oggi, i decisori del mondo intero hanno dato risposte insoddisfacenti quando non proprio nulle. La Coalizione Clima, che nel nostro paese raggruppa più di 200 tra organizzazioni, enti, associazioni agricole, e anche tantissimi singoli cittadini, chiede a gran voce a tutti i decisori di agire con rapidità ed efficacia, prendendo misure coraggiose.

E per fare sentire la voce dei popoli, in primis quelli già colpiti da questi cambiamenti, la Coalizione Clima chiama alla mobilitazione i cittadini da una riva all’altra del Mediterraneo e del Sahel, prima e durante la COP22, promuovendo una serie di iniziative. La Coalizione aderisce, inoltre, all’Odissea, che farà tappa in Italia, a Porto Torres, il 23 ottobre: l’Odissea delle Alternative Ibn Battûta, che è frutto dell’impegno di decine di organizzazioni e movimenti popolari d’Africa e d’Europa.

Dal 19 ottobre al 10 novembre 2016, due imbarcazioni solcheranno il mare collegando sei tappe, dalla Spagna fino al Marocco, passando per la Francia, l’Italia, la Tunisia e l’Algeria. Un’Odissea per collegare popoli, crisi e soluzioni, resilienze e alternative, in una rotta comune di solidarietà e cooperazione che attraversa il nostro mare, quel Mediterraneo afflitto dalla crescita dell’intolleranza, dalle tensioni, dai conflitti armati, dalle fughe e dalle morti. Di fronte ai cambiamenti climatici e ai muri in filo spinato, le genti del Mediterraneo vogliono mettersi in rete per uno sforzo comune . Il 23 ottobre le due barche saranno a Porto Torres, accendendo i riflettori su una realtà costretta a un pesante cambiamento climatico e a una crisi ambientale.

 

Il bacino del Mediterraneo e il Sahel sono luoghi in cui si stanno avverando stravolgimenti di grande portata. Se i grandi produttori di gas a effetto serra non diminuiranno sensibilmente il loro impatto, nei prossimi 35 anni, 290 milioni di persone in queste aree subiranno la penuria d’acqua potabile. Le acque superficiali aumenteranno da 2°C a 4°C in meno di un secolo, impattando pesantemente sulla produttività delle attività economiche e sulla biodiversità. Le soluzioni e le prospettive alternative esistono, resistono e si sviluppano. Riguardano l’energia, l’abitare, i trasporti, le nuove tecnologie, l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, la salute, la cultura, l’industria, il turismo, la difesa della biodiversità e delle risorse naturali… Milioni di persone sono impegnate ovunque, immaginando e realizzando il mondo del futuro.

Scarica il comunicato-stampa-coalizione-clima-20-ottobre-2016

Odissea delle Alternative – Il 23 ottobre a Porto Torres

 

odissea-delle-alternative-23-ottobre-porto-torres

All’avvicinarsi della COP22, diverse decine di organizzazioni e movimenti popolari d’Africa e d’Europa hanno dato vita ad un’iniziativa di condivisione: l’Odissea delle Alternative Ibn Battûta.

Dal 19 Ottobre al 10 Novembre 2016,  una coppia di imbarcazioni solcherà il mare collegando sei tappe, dalla Spagna fino al Marocco, passando per la Francia, l’Italia, la Tunisia e l’Algeria. Queste tappe porteranno nuove energie in questi luoghi,  condividendo soluzioni ai problemi di oggi e amplificando la voce di chi immagina un futuro diverso.

L’Odissea attraccherà il 23 ottobre a Porto Torres, accendendo i riflettori su una realtà purtroppo costretta a un pesante cambiamento climatico e a una devastante crisi ambientale.

In tutti i paesi di approdo della flottiglia si stanno formando comitati ad hoc per l’accoglienza, che vedono lavorare insieme organizzazioni impegnate su tanti temi diversi, associazioni, movimenti di base e comunitari e sindacati. In ogni porto di arrivo si tengono forum, eventi, manifestazioni, per condividere soluzioni e tempo.

La manifestazione di Porto Torres si svolgerà nei locali del Museo del Porto a partire dalle ore 16. Ci sarà una sessione di sviluppo dei temi legati all’emergenza climatica e alle migrazioni, la proiezione di un drammatico documentario sui respingimenti in mare, una vitale parata migrante per le vie del porto e un aperitivo multietnico, il tutto en attendant gli equipaggi che attraccheranno caricando a bordi omaggi e beni di conforto per affrontare la successiva tappa verso la Tunisia.

Accordo di Parigi: Italia in ritardo per COP22

Dopo il rifiuti-gate di questa estate (2500 tonnellate di ecoballe italiane scaricate nel porto di El Jadida che hanno scatenato le ire degli ambientalisti non solo marocchini mettendo in difficoltà entrambi i ministri dell’ambiente Hakima El Haite e Gian Luca Galletti), ora siamo obbligati a mancare all’appuntamento pre-COP22 dedicato ai ministri dell’ambiente degli Stati che hanno già ratificato l’Accordo di Parigi, previsto per oggi e domani 18 e 19 ottobre. E mancheremo pure la prima CMA, ossia la 1 ° sessione della Conferenza delle parti che funge da riunione di chi ha ratificato l’accordo di Parigi (CMA1), in programma il 15 novembre a Marrakech.

L’Italia non siederà con USA e Cina al tavolo dei decisori durante COP22

Questo perché non abbiamo ancora ratificato. Lo faremo certamente, ma non in tempo per essere tra coloro che daranno avvio alla fase pratica dell’Accordo. Il regolamento parla chiaro: alla pre-COP22 di mercoledì prossimo partecipano coloro che hanno già ratificato, mentre alla CMA1 che si svolge durante COP22 possono partecipare coloro che hanno depositato la loro ratifica entro il 14 ottobre, ossia oggi, 30 giorni prima della riunione (“to participate in a CMA1 meeting on Tuesday, 15 November 2016, the Party to the Convention should deposit its instrument at the latest on Friday, 14 October 2016, with entry into force on Sunday, 13 November 2016”).

La riunione dei ministri di oggi e domani 18 e 19 ottobre è una continuazione delle consultazioni informali organizzate l’8 e il 9 settembre a Skhirat, e si propone di affrontare la convocazione di CMA1 a Marrakech durante COP22, lo sviluppo del regolamento dell’Accordo di Parigi, gli strumenti di attuazione, le questioni relative alla agenda pre-2020 e l’Agenda delle COP21 e COP22 High-Level Climate Champion.

L’incontro sarà presieduto dal presidente di COP22 Salaheddine Mezouarand e dal presidente di COP21 Ségolène Royal, include la partecipazione del segretario esecutivo UNFCCC Patricia Espinosa come i ministri di 80 paesi e più di 400 altri delegati, oltre ai rappresentanti del Segretariato dell’ONU per il Cambiamenti climatici. Inoltre, il 17 ottobre, in vista della pre-COP ministeriale, ci sarà una pre-COP della società civile con dibattiti tra i rappresentanti UNFCCC e i gruppi di osservatori (commercio, ambiente, enti locali, le popolazioni indigene, i sindacati, le donne e di genere, i giovani e gli agricoltori e l’agricoltura), e con i presidenti di COP22 e COP21.

 

(Fonte: Giornalisti nell’erba)

FOCSIV e altre sette organizzazioni cattoliche disinvestono dalle fonti fossili

 

FOCSIV – Volontari nel Mondo e altre realtà d’ispirazione cattolica celebrano la “Laudato Si’”, l’Enciclica di Papa Francesco, con un importante annuncio congiunto riguardante la scelta di disinvestire dai combustibili fossili: ritirare gli investimenti dai fondi che sostengono le imprese di estrazione e commercio di combustibili fossili, per il loro reinvestimento in energie rinnovabili e pulite.

Sono i Padri Gesuiti dell’Upper Canada, la Presentation Society in Australia e in Papua Nuova Guinea, la SSM – Sisters of St. Mary Health negli Stati Uniti, la Diocesi del Santo Spirito di Umuaramá nello Stato brasiliano di Paraná, la Società Missionaria internazionale di San Colombano, le realtà cattoliche internazionali che hanno aderito all’iniziativa lanciata Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, con la quale si impegnano a disinvestire i propri fondi dalle banche o finanziarie che favoriscono l’estrazione dei combustibili fossili a favore di una finanza sostenibile.

Continue reading

Imbarchiamoci insieme per l’Odissea delle Alternative

Verso COP22

odissea-delle-alternative-verso-cop22-coalizione-climaLa 22a Conferenza delle Parti (COP 22) sui cambiamenti climatici si terrà dal 7 al 18 novembre 2016 a Marrakech.
Questo primo appuntamento dopo l’Accordo di Parigi verterà principalmente sul finanziamento e sulle strategie di mitigazione e adattamento, due questioni chiave per i paesi del Mediterraneo, direttamente colpiti dagli sconvolgimenti climatici.
In questo contesto, un gruppo di attori di cambiamento sociale (la società civile) ha scelto di lanciare, prima della COP22, una campagna di mobilitazione euro-africana per la giustizia climatica.
Imbarcati su “L’Odissea delle Alternative” attraverseranno il Mediterraneo in 6 tappe, dal 19 ottobre all’11 novembre 2016. Scandita da assemblee popolari e feste delle alternative, questa Odissea rilancerà i temi della giustizia sociale, del clima e delle migrazioni, così come le soluzioni che già stanno emergendo sulle rive del Mediterraneo e del Sahel.
Sarà un importante momento di presa di coscienza, di organizzazione e di sostegno alle pratiche di transizione e di adattamento basate sugli ecosistemi e le comunità.

L’Odissea delle Alternative Ibn Battûta

Dal 19 ottobre al 10 novembre 2016 l’Odissea delle Alternative Ibn Battûta collegherà via mare 6 scali, dalla Spagna al Marocco. Queste tappe si propongono di mettere in evidenza i grandi temi (clima, migrazioni, giustizia sociale), valorizzare le soluzioni in atto e rafforzare le reti esistenti nel Mediterraneo.
Le tappe costituiranno i momenti salienti di questa Odissea, che coinvolgerà migliaia di persone in forum e in feste delle alternative stimolando la partecipazione dei cittadini. Esse permetteranno di approfondire le problematiche e di fare dei passi avanti verso l’adattamento ai cambiamenti climatici basati sugli ecosistemi e le comunità. Questo viaggio è un momento fondamentale di mobilitazione, di collegamento, di condivisione, di sensibilizzazione e d’organizzazione sugli obiettivi del movimento per la giustizia climatica.

Continue reading

Approvato disegno di legge per ratifica Accordo di Parigi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato finalmente il disegno di legge di ratifica dell’Accordo di Parigi. Chiediamo una corsia preferenziale in Parlamento perché diventi legge. Il Ministero dello Sviluppo economico però rilancia le fonti fossili.

Per approfondire clicca qui

Clima: il Parlamento Europeo ratifica l’accordo di Parigi

Il Parlamento Europeo ratifica l’accordo di Parigi sul clima

Secondo fonti Ansa oggi a Strasburgo il Parlamento Europeo riunito in plenaria ha ratificato il Paris Agreement, l’accordo sul clima scaturito da COP21 con 610 sì, 31 no e 38 astenuti.

(Fonte: Ansa)

 

Coalizione Clima alla Marcia della pace Perugia Assisi

Per un clima di pace

La Coalizione Clima invita a partecipare alla Marcia della pace Perugia Assisi – 9 ottobre

 

marcia-della-pace-perugia-assisi-2016-coalizione-climaIl 9 ottobre la Coalizione Clima parteciperà alla Marcia della pace Perugia Assisi con lo striscione “Per un clima di pace”. Sarà per noi un’occasione per chiedere l’impegno di tutti per fare pace con la Terra e fra persone perseguendo la giustizia climatica.

Parteciperemo e inviteremo a partecipare per far sentire con forza la voce della società civile per un clima culturale e sociale di solidarietà e di pace. Una Marcia per la pace assume ancora di più valore per l’acuirsi e il diffondersi di un clima di intolleranza, innalzamento di muri, violenza, violazione dei diritti umani, repressione in tante parti del mondo, guerre. Gli effetti del perverso intreccio tra povertà, disastri ambientali, migrazioni, approvvigionamento di risorse naturali ed energetiche minano nel profondo la pace.

La tutela del clima e dell’ambiente è strettamente legato al tema della pace: per questo domenica 9 ottobre saremo alla Marcia della pace Perugia Assisi.

Unisciti a noi!

Italia ratifichi l’Accordo di Parigi entro 10 giorni

In vista della COP22 di novembre a Marrakech, l’Italia ratifichi l’Accordo di Parigi entro 10 giorni

Poi Strategia e Piani di decarbonizzazione informino tutte le politiche economiche, energetiche e industriali

In vista della COP22, la conferenza ONU sul clima in programma a Marrakech dal 7 al 18 novembre, la Coalizione italiana Clima ritiene doveroso che l’Italia si affretti a ratificare l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. La Coalizione – che è composta da oltre 200 realtà tra organizzazioni del Terzo settore, sindacati, imprese, scuole e università, nonché da migliaia di cittadine e cittadini – chiede l’immediata presentazione del disegno di legge di ratifica e una corsia preferenziale in Parlamento perché venga approvato a inizio ottobre e prima dell’avvio della sessione di bilancio.

Per consentire la ratifica comunitaria già decisa dai leader nel vertice di Bratislava, occorre, infatti, che gli Stati membri che non hanno ancora ratificato l’accordo raggiunto alla COP21 di dicembre 2015 si affrettino a farlo. Francia, Ungheria, Austria, Slovacchia hanno già firmato; in Germania la ratifica è in calendario per la prossima settimana. In Italia, per ora, ci siamo fermati all’annuncio del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Ambiente.

Arrivare tardi nelle ratifiche per consentire all’accordo di diventare operativo sarebbe dannoso per l’autorevolezza e l’attendibilità dell’Unione Europea. Ulteriori ritardi paleserebbero una situazione di immobilismo e minerebbero la credibilità della visione che la UE ha affermato negli ultimi 10 anni.

Attualmente l’Accordo di Parigi è stato ratificato da 61 Paesi che rappresentano il 47,79% delle emissioni.

Mentre il numero dei Paesi necessari per l’entrata in vigore (55) è stato dunque superato, manca ancora la ratifica di Paesi che rappresentino un ulteriore 7% delle emissioni di gas serra. Dal momento che l’Unione Europea rappresenta il 12%, con la ratifica UE l’Accordo di Parigi potrebbe entrare in vigore (30 giorni dopo che le condizioni per l’entrata in vigore si siano determinate).  La ratifica è un indispensabile atto di serietà che consentirebbe alla Conferenza ONU sul Clima di Marrakech, in programma dal 7 al 18 novembre, di mettersi a lavorare davvero per l’attuazione del trattato.

La Coalizione italiana Clima esorta, inoltre, il Governo Renzi a dotarsi di piani di decarbonizzazione e di una nuova Strategia Energetica Nazionale. Questo atto di indirizzo (più volte annunciato dall’esecutivo) è diventato ora assolutamente necessario e deve informare tutte le politiche, a cominciare da quelle economiche, energetiche e industriali. Il Piano Nazionale Industriale 4.0 e la legge di bilancio 2017 sono, in questo senso, due grandi occasioni da non perdere per accelerare la decarbonizzazione dell’economia.

 

Leggi il position paper

Iniziative di sensibilizzazione COP22 Sud Italia

Qui di seguito tutte le iniziative di sensibilizzazione in vista di COP22 suddivise per città che si terranno in tutto il Sud Italia

 

Napoli

sabato 5 novembre; dalle 10h    Piazza dei Martiri, quartiere Chiaia

Reggio Calabria

sabato 5/11; dalle 10h Piazza Duomo

 

San Ferdinando Puglia (FG)

sabato 5/11; tutta la giornata in via Gramsci

Iniziative di sensibilizzazione COP22 Centro Italia

Qui di seguito tutte le iniziative di sensibilizzazione in vista di COP22 suddivise per città che si terranno in tutto il Centro Italia

 

Roma

Lunedì 7 novembre ore 13,00 Sala Stampa Camera dei Deputati – Via della Missione, ROMA

Conferenza stampa di presentazione del Dossier

L’ITALIA VISTA DA PARIGI

Impegni internazionali e politiche nazionali per la lotta ai cambiamenti climatici pubblicazione dell’Associazione A Sud e del CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali.

Per info: maricadipierri@asud.net


Pisa

sabato 5/11; 15,30h-18h

Piazza Garibaldi

 

Ariccia (Rm)

domenica 6/11; 10h-13h

Piazzale dei Daini, 1

Iniziative di sensibilizzazione Nord Italia

 

Corcagnano (Parma)

L’Associazione Casa Azzurra organizza per venerdì 4 novembre, ore 21, presso la sede di Corcagnano (Piazza del Municipio 7/A) la presentazione del libro “La Sfida di Oggi. Il cambiamento climatico e il rapporto tra uomo e natura”.

Per info: www.iltaccuinodidarwin.com

Verona

cop-22-verona

  • Venerdì 4 novembre alle 12,30 premiazione con conferenza stampa pubblica in Piazza Brà, sotto la scalinata di palazzo Barbieri. Saranno premiati gli amministratori per l’assenza di politiche di contrasto ai cambiamenti climatici
  • Sabato 5 novembre dalle 15,00 in Piazza dei Signori creatività contro i cambiamenti climatici, con canti, balli, risa e proteste.

Per info: coalizioneclimaverona@gmail.com

 

 

Genova

sabato 5/11; 10h-12h,

Via XX Settembre, sotto i portici

Milano

sabato 5 novembre; dalle 12h

Via Giovanni Bellezza, 16 c/o Circolo Arci Bellezza

Venezia

domenica 6/11; h10,30

Piazza Ferretto

Iniziative di sensibilizzazione per COP22 in tutta Italia

Qui di seguito tutte le iniziative nazionali di sensibilizzazione in avvicinamento a COP22 di Marrakech, la conferenza ONU sul clima.

 

4 novembre

Dove? Su Twitter

Cosa? Tweetstorm

Come? Ognuno deve pubblicare ALMENO 5 TWEET tra le 10,20 e le 10,50 di venerdì 4 novembre. Più sono, meglio è; 5 è il minimo, mentre il massimo dipende da voi. Possono essere questi qua sotto o anche altri; possono essere 5 o di più. Ma tutti devono contenere l’hashtag #AccordodiParigi.

IMPORTANTE: per favore non iniziate prima: iniziamo alle ore 10,20! Invece è possibile, dopo i primi 5 Tweet da inviare nella prima mezz’ora, inviare anche altri tweet più tardi, meglio se ancora a ridosso del Twitterstorm (tipo dalle 10,50 alle 11,15).
FAQ

*Si può iniziare prima delle 10,20? Assolutamente NO. Per favore non iniziate prima.

*Si possono fare i retweet? Assolutamente SI’! Sarebbe opportuno che ognuno facesse anche almeno 10 RETWEET, oltre ai 5 TWEET.

*Si possono fare più di 5 Tweet? Assolutamente SI’!!! Quanti ne volete, basta che il minimo sia 5.

 

Materiali da scaricare

Scarica i volantini cliccando sull’immagine

0001volantino-bn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

« Older posts

© 2016 Coalizione Clima

Theme by Anders NorenUp ↑