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Cambiamenti climatici, migrazioni ambientali e guerre per l’energia”

Martedì 6 Giugno al Cinema Odeon, in via Mascarella, 3 si terrà l’evento: “Cambiamenti climatici, migrazioni ambientali e guerre per l’energia”, organizzato da Legambiente, in collaborazione con Cinema Odeon e Radio Città del Capo. L’incontro si inserisce nelle iniziative organizzate in vista del G7 Ambiente che si terrà a giugno a Bologna.

Interverranno: Vincenzo Balzani, Professore emerito Unibo; Vittorio Cogliati Dezza, Resp.le Legambiente migranti e interdipendenza.

Modera: Riccardo Tagliati, Direttore Radio Città del Capo.

Alle ore  21.00 ci sarà la proiezione del documentario “This Changes Everything”.

#MiAmbiento Più eco alla sostenibilità

Si terrà mercoledì 31 maggio il workshop “Mi Ambiento – Comunicazione, imprese, responsabilità sociale – Più eco alla sostenibilità”, dalle 09:30, nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, in Piazza del Campidoglio 1 in Roma, organizzato da Pentapolis Onlus e da Fondazione UniVerde.

Durante l’incontro, che rientra tra le iniziative del 1° Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile, promosso da ASviS, ci si confronterà su possibili scenari e azioni da intraprendere nel breve-medio periodo e sull’importanza di ciascun cittadino, a tutti i livelli, nel diventare protagonista della riconversione ecologica dell’intero sistema.

Saranno presenti, insieme ai promotori dell’iniziativa Massimiliano Pontillo (Presidente Pentapolis Onlus), Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde) ed Enrico Giovannini (Portavoce ASviS):  Marcello De Vito (Presidente Assemblea Capitolina Roma Capitale) e Pinuccia Montanari (Assessore sostenibilità ambientale Roma Capitale), Serena Pellegrino (Vice Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati), Claudia De Stefanis (Capo Settore Comunicazione della Rappresentanza Italiana Commissione Europea),Francesco La Camera (Direttore generale per lo sviluppo sostenibile Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), Andrea Caretta (Presidente Osservatorio di Pavia),Rossella Sobrero (Consigliere nazionale Ferpi), Sauro Pellerucci (Presidente PagineSì!), Elena Cadel (Barilla Center for Food & Nutrition), Gianni Todini (Askanews).

Nel corso della mattinata saranno presentati i dati della ricerca: “La sostenibilità nei media”.

Ai partecipanti verrà consegnata una copia di MI AMBIENTO – Il Libro dei fatti green (2017).

Si rilasciano crediti formativi ai giornalisti.

 

 

Appello per una mobilitazione ecologista in occasione del G7 Ambiente

 

g7-Ambiente-Bologna-Mobilitazione-nazionaleL’11 e il 12  Giugno 2017 la città di Bologna sarà teatro del G7 ambiente: la riunione dei ministri dell’ambiente dei 7 Paesi OCSE più ricchi, fra cui, per la prima volta, un’amministrazione USA apertamente negazionista dei cambiamenti climatici e con posizioni estremamente pericolose per il nostro futuro come dimostra il recente fallimento del G7 energia. Un appuntamento che viene prima del G20 di Amburgo dove è prevista una mobilitazione unitaria di tutti i movimenti e le realtà sociali europee che si contrappongono ad un modello economico che consuma risorse naturali e concentra  risorse economiche in mano di pochi.

In una situazione in cui la temperatura complessiva del pianeta è in costante aumento avvicinandosi in maniera allarmante verso i +2 C°, soglia oltre la quale viene messo in discussione l’equilibrio ambientale del Pianeta – mentre l’aria che respiriamo è sempre più inquinata e la terra in cui viviamo è depredata e compromessa da modelli produttivi insostenibili, non è accettabile un passo indietro rispetto agli obiettivi – seppur insufficienti-  dell’accordo di Parigi.

Un accordo che, grazie alla pressione della società civile, per la prima volta indica come obiettivi: il  contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 C° , il finanziamento di sistemi di adattamento per i paesi in cui i cambiamenti climatici sono già un tragico presente e la decarbonizzazione dell’economia. Un accordo che ad oggi, non ha fermato i piani di ricerca e sfruttamento delle risorse fossili sulle coste Italiane o di giacimenti inquinanti come le sabbie bituminose dell’Alberta in Canada. Un accordo che quindi, va implementato inserendo tempistiche ambiziose e certe con penalità forti per chi non segue il percorso stabilito.

La  messa in sicurezza delle risorse e dei territori necessita di una mobilitazione continua. Il 12 e 13 Giugno prossimi saranno trascorsi 6 anni dalla vittoria referendaria sul nucleare e per l’acqua pubblica, che costituisce un’affermazione democratica di un diritto fondamentale disattesa da tutti i governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi. Interessi economici e finanziari  premono per continuare lo sfruttamento dei territori (come non di rado emerge da inchieste giudiziarie) condizionando l’ambiente e il futuro di intere comunità. Per porre un argine è quindi necessario rafforzare e ampliare la democrazia e la partecipazione dei cittadini al governo dei loro territori.

Il futuro del nostro paese rischia di essere compromesso da insufficienti investimenti in innovazione sociale e trasformazione produttiva in senso ecologico e dell’economia in chiave circolare, il mancato sviluppo delle comunità energetiche e della produzione di energie rinnovabili, il continuo investimento su mobilità privata e trasporti su gomma che compromettono la qualità dell’aria e la salute dei cittadini, il limitato investimento in ricerca,  formazione, politiche attive del lavoro volte alla messa in sicurezza dei nostri territori e nella creazione di un sistema di welfare in grado di sostenerne le trasformazioni attraverso una giusta transizione.

La ricerca e il controllo delle fonti fossili di energia è sono tra le principali cause dei conflitti che stanno destabilizzando il mondo, così come i cambiamenti climatici e il depauperamento delle risorse sono  causa di milioni di persone in fuga da situazioni ambientali insostenibili: pertanto mentre la politica si concentra su una gestione  emergenziale e securitaria dell’immigrazione sono le nostre stesse scelte economiche e i modelli produttivi a costringere intere popolazioni a lasciare la loro terra di origine.

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Laudato Sì per la transizione energetica e una finanza sostenibile

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

Transizione energetica e finanza sostenibile bologna 8 giugno 2017 _

Giornata della Terra: perché è importante continuare a mobilitarsi

Il 22 aprile a Roma abbiamo marciato a fianco del mondo scientifico in occasione della Giornata della Terra – Earth Day contro i cambiamenti climatici e per l’adattamento ai loro effetti.

 

 

Ma perchè è importante continuare a mobilitarsi? Ce lo spiega Sergio Ferraris ai microfoni di Giornalisti nell’Erba

 

 

Dopo la Marcia per la Scienza, al Pincio, una delle due location di villa Borghese impegnate nel villaggio per la terra fino al 25 aprile, collegamento con l’Antartide. La missione coinvolge il CNR e gli enti di ricerca italiani, per capire i cambiamenti climatici carotando i ghiacci.

 

Marcia per la Scienza – Roma 22 aprile 2017

Marcia-per-la-scienzaNella Giornata Mondiale della Terra – Earth Day 2017 il mondo scientifico si mobilita a sostegno della ricerca e in difesa del metodo scientifico contro interferenze esterne, in primo luogo rispetto al cambiamento climatico.

Diversi eventi “March for Science” in tutto il mondo; a Roma si sfila dal Pantheon a Campo de’ Fiori. Al Pincio un palco per scienziati, artisti, testimonial e la commemorazione di Danilo Mainardi. Sabato 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), il centro di Roma sarà teatro della “Marcia per la Scienza” organizzata da diverse associazioni riunite nel Comitato Marcia per la Scienza*. La manifestazione è inserita in un calendario internazionale di mobilitazioni simili che si terranno, nello stesso giorno, in numerose città del mondo.
L’evento più importante si svolgerà lungo il Mall di Washington, il lungo viale presso la Casa Bianca già teatro in passato di manifestazioni epocali per i diritti civili. La “March for Science” è stata ideata come presa di posizione del mondo scientifico per richiamare i cittadini del mondo a supportare e tutelare i metodi scientifici e chi opera nell’ambito della ricerca.

La comunità scientifica statunitense è particolarmente impegnata nella  protesta contro la crescente interferenza della politica e di interessi economici su questioni di enorme interesse sociale, come il clima, la salute, l’inquinamento, ecc. I risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti sono una vittoria per coloro che sostengono il negazionismo riguardo ai cambiamenti climatici, minacciando seriamente di influenzare le politiche energetiche e ambientali degli Stati Uniti. Le dichiarazioni negazioniste di Donald Trump, prima e dopo la sua ascesa alla Presidenza, i consistenti tagli alle politiche ambientali, e in particolare al Climate Action Plan, alla ricerca e all’istruzione, e la concreta possibilità che il neo Presidente venga meno anche agli Accordi di Parigi, firmati dal suo predecessore appena un anno fa, sono tra le motivazioni più forti che hanno spinto all’organizzazione della marcia.

La “Marcia per la Scienza” di Roma si inserisce in questo contesto globale, aggiungendo le tematiche della cronica arretratezza del nostro paese nei confronti riguardo alle politiche di istruzione superiore, ricerca e sostegno al mondo scientifico italiano.

 

Dal manifesto della Marcia per la Scienza: “Il tentativo tutt’ora in atto di caratterizzare i risultati delle ricerche scientifiche come una mera opinione di parte, che ha dato al Governo Federale statunitense la legittimità di rifiutare l’evidenza scientifica, è un problema urgente e critico. È arrivato il momento, per le persone che supportano la ricerca scientifica, di prendere posizione pubblicamente. Anche nel nostro Paese.”

 

La Marcia per la Scienza partirà dal Pantheon alle 16 di sabato 22 aprile, per terminare alle 17  in piazza Campo de’ Fiori, al cospetto della statua di Giordano Bruno, preso a simbolo della resistenza della ragione al cieco oscurantismo.

Successivamente, dalle 17 alle 19, il Villaggio per la Terra, la manifestazione di Earth Day Italia che riunirà dal 21 al 25 aprile gran parte del mondo ambientalista italiano in cinque giornate di dibattiti, focus e convegni a Villa Borghese, offrirà ai partecipanti alla marcia il suo palco per due ore di interventi di scienziati, ricercatori, divulgatori e artisti, a sostegno della causa della scienza.

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Per un’Europa libera dai fossili

Diritti, economia, sicurezza, lavoro, coesione sociale, energia, integrazione. Tutto passa per la lotta al cambiamento climatico. E, in vista della marcia “la nostra Europa” per il sessantesimo anniversario dalla firma dei Trattati di RomaCoalizione Clima (di cui Giornalisti nell’Erba è parte) lo ha ribadito con l’evento “Zero Carbon – For a European Stand Against Climate Change” (tenuto presso l’ Università La Sapienza, Roma).

Durante il seminario moderato da Giacomo Cossu (Rete della Conoscenza) sono stati diversi gli interventi, tra cui quelli di Ernest Urtasung (Verdi Europei), Sebastian Mang (EU Climate Change and Energy Policy Advisor), Gianni Silvestrini (Direttore scientifico Kyoto Club) e Mauro Albrizio (responsabile ufficio Bruxelles di Legambiente), che hanno alimentato il dibattito sul futuro delle politiche climatiche italiane ed europee.
Per quanto riguarda il discorso nazionale, resta forte l’attesa per la nuova SEN (Strategia Energetica Nazionale) che dovrebbe essere presentata (ma si parla di una semplice bozza) per il G7 Energia di Roma del prossimo 9-10 aprile. Ma più che una SEN, quello che ci vorrebbe è una Strategia Energetica e Climatica in grado di far ripartire la transizione energetica italiana, al palo negli ultimi anni, con misure nei settori chiave dell’energia: dall’industria alle infrastrutture, dall’agricoltura ai trasporti, dai centri urbani alla gestione sostenibile del territorio e del patrimonio forestale.
L’Italia deve costruire un sistema economico tale da consentire una riduzione delle emissioni gas serra tra l’80% e il 95% entro il 2050 (rispetto ai livelli del 1990). Questo può essere fatto soltanto con il forte sostegno alle fonti rinnovabili che già intorno alla metà del secolo devono riuscire a soddisfare l’intera domanda di energia.
Di fianco alla SEN, ciò preoccupa è soprattutto la mancanza di visione che traspare dalle decisioni nazionali. Come sarà l’Italia tra 20-30 anni? Difficile dirlo in questo momento. A differenza dei suoi “competitor”, il nostro Paese è privo di politiche di sviluppo al passo coi tempi. È come se non avessimo compreso la rivoluzione industriale, energetica ma anche culturale e sociale che è in atto nel resto del mondo. Ne è un chiaro esempio il mercato dell’auto elettrica.
L’Italia è il Paese con la più alta densità di auto in Europa: circa 37 milioni con un rapporto di 61 ogni 100 abitanti. Nel 2016 nel mondo sono state vendute 800mila auto elettriche (+40% rispetto al 2015), ma in Italia sono appena 2500 le vetture vendute, lo 0,1% del totale, dato che ci assegna il triste primato di fanalino di coda europeo. E questo nonostante la procedura d’infrazione che ci vede coinvolti per aver sforato i limiti consentiti di biossido di azoto. A livello comunitario è il nord a trainare la transizione, soprattutto l’Olanda: 1 veicolo elettrico su 4 è venduto lì. Bene anche la Norvegia che registra un +18% nelle vendite e Francia, Germania e Regno Unito con un +12%. Male, come detto, l’Italia con il suo misero +1%.

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La nostra Europa

In occasione dei sessantanni dalla firma dei Trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale e ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla. Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative. Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà. Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure e insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.

Un’altra Europa è necessaria, urgente e possibile, e per costruirla dobbiamo agire. Denunciare le politiche che mettono a rischio la sua esistenza, esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali, difendere ciò che di buono si è costruito, proporre alternative, batterci per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell’Unione.

Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale.

Dobbiamo essere in grado di trasformare il “prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti”, europei del nord e del sud, dell’est e dell’ovest, nativi e migranti, uomini e donne. Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre differenze, nel nostro continente e in tutto il mondo, sappia essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

Invitiamo ad aderire a questo appello, a promuovere e inserire in questa cornice comune eventi e appuntamenti nel prossimo periodo in Italia e in tutta Europa, a essere a Roma domani 25 marzo per mobilitarci in tante iniziative, incontri, azioni, interventi nella città e realizzare una grande convergenza unitaria. 

Per maggiori info clicca qui

Zero Carbon – For a european stand against climat change

ZERO CARBON – FOR A EUROPEAN STAND AGAINST CLIMATE CHANGE

Roma 24 marzo, ore 16 – Facoltà di Matematica de La Sapienza

Il 25 marzo si terrà a Roma il Consiglio dell’Unione Europea in occasione del 60° anniversario della firma del Trattato di Roma. Di fronte alla crisi democratica e sociale che investe l’Europa, le cittadine e i cittadini europei hanno organizzato tre giornate di discussione e mobilitazione per rivendicare una svolta radicale al processo di unificazione europea e alle politiche europee. Tra le sfide della nostra epoca c’è quella di combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e disinnescare il perverso intreccio dei fenomeni delle migrazioni ambientali e delle guerre.

L’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ottenuto anche grazie alla sempre più diffusa mobilitazione globale, indica la direzione di marcia verso un futuro libero dai fossili. Gli impegni assunti dai vari paesi però sono inadeguati, non all’altezza dell’obiettivo e delle sfide ambientali e sociali che i cambiamenti climatici pongono.

L’Unione Europea deve porsi obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti più ambiziosi, intervenendo su tutte le politiche industriali, energetiche, sociali. La giusta transizione verso una produzione energetica priva di fossili rappresenta una formidabile occasione per dare concreto avvio allo sviluppo sostenibile, rilanciare l’economia, garantire la sicurezza energetica, creare nuova e qualificata occupazione.

Nella giornata del 24 marzo invitiamo tutte le organizzazioni, i comitati, i gruppi e le singole cittadine e cittadini impegnati nella difesa dell’ambiente, alla partecipazione ad un’assemblea pubblica sul tema delle politiche energetiche e climatiche europee e nazionali, presso la  Facoltà di Matematica Università La Sapienza-Roma in cui si svolgeranno le attività delle tre giornate. Continue reading

Cambiamenti climatici: consultazione pubblica del Ministero dell’Ambiente. Partecipa anche tu!

 

 

Il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha attivato una consultazione pubblica per la definizione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.

Entro il 15 marzo si può partecipare attraverso la compilazione di un questionario accessibile a questo link.

I cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più rilevanti su scala globale. Gli studi scientifici più recenti evidenziano che l’Europa meridionale e l’area mediterranea dovranno fronteggiare nei prossimi decenni gli impatti più significativi dei cambiamenti climatici e saranno fra le aree più a rischio del pianeta, in particolare per l’aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e la maggiore frequenza di eventi estremi (ondate di calore, precipitazioni intense, ecc.).

Per far fronte a questa problematica, le politiche climatiche adottate a livello internazionale hanno individuato la necessità di promuovere, a vari livelli e scale, l’adozione di strategie e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’Italia ha approvato con decreto direttoriale n.86 del 16 giugno 2015 la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC). La Strategia ha individuato i principali impatti dei cambiamenti climatici per una serie di settori socio-economici e naturali ed ha proposto azioni di adattamento a tali impatti. A maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) per dare impulso all’attuazione della SNAC.

Il PNACC si propone 1) di individuare le azioni prioritarie in materia di adattamento per i settori chiave identificati nella SNAC, specificando le tempistiche e i responsabili per l’implementazione delle azioni, 2) di fornire indicazioni per migliorare lo sfruttamento delle eventuali opportunità e 3) di favorire il coordinamento delle azioni a diversi livelli.

Partecipa anche tu alla consultazione pubblica, hai tempo fino al 15 marzo!

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