Category: G7 Ambiente

La strategia di decarbonizzazione: Pensare globalmente e Agire sui territori

 

                                                                                                                                                                                                                              

A Bologna il 10 giugno 2017 dalle ore 14,00  alle 16,30 si terrà l’incontro: “La strategia di decarbonizzazione: Pensare globalmente e Agire sui territori” all’Università di Bologna, Facoltà di Giurisprudenza, Via Belmeloro, 14, in occasione delle iniziative promosse per il G7 Ambiente.

Dal 10 al 12 giugno, infatti, la città di Bologna ospiterà il G7 Ambiente, il vertice dei ministri dell’ambiente dei 7 Paesi OCSE più ricchi.  Di fronte alla crisi ambientale e climatica, le organizzazioni sociali in contemporanea hanno organizzato tre giornate di discussione e mobilitazione per chiedere una svolta radicale nelle politiche ambientali e climatiche. Tre giornate in cui presentare, confrontare e approfondire proposte che puntino ad una reale trasformazione ambientale, sociale ed economica necessaria a tutela le risorse ambientali e ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici.

La Coalizione Clima Italiana organizza un seminario pubblico sulle scelte energetiche da compiere per arrestare l’aumento della temperatura e su come agire sui territori per un futuro a zero emissioni e 100% rinnovabile.

PROGRAMMA

Ore 14,00 – 16,30

Presentazione del seminario

Maria Maranò,- Coalizione Clima

 

La sfida climatica e la transizione energetica

 Mariagrazia Midulla – Coalizione clima

 

Energia e Clima, dal globale al locale

Prof. Alberto Bellini – Università di Bologna

 

La transizione energetica: gli strumenti per agire localmente

Prof. Leonardo Setti – Università di Bologna

 

Studio di caso: Il Piano energetico dell’Emilia Romagna, le azioni della società civile

Antonio Amoroso del gruppo di associazioni e sindacati che hanno presentato comuni osservazioni

 

Seguirà dibattito

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

ProgrammaG7 Bologna Coalizione Clima

 

 

 

G7M Ambiente alla base, non al vertice!

Mentre Donald Trump prepara il disimpegno dagli Accordi di Parigi sul clima, i cittadini organizzano tre giornate di informazione, dibattito, contestazione e musica. Più di venti iniziative si svolgeranno a Bologna tra la Facoltà di Giurisprudenza di via Belmeloro 14, Làbas Occupato, Parco dei cedri il Parco 11 Settembre. La chiamata del coordinamento “G7M – Ambiente alla base, non al vertice!” ha ottenuto un grande successo di partecipazione e proposte: si va dal laboratorio teatrale di AMO Bologna al dibattito con gli esponenti della lotta contro il TAP in Salento organizzato da Link – Coordinamento universitario. Le tre giornate si concluderanno con il corteo dell’11 giugno che partirà alle 15 dal Parco 11 Settembre, per portare in piazza l’opposizione popolare ai 7 Grandi e alla svolta negazionista di Donald Trump.

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Cambiamenti climatici, migrazioni ambientali e guerre per l’energia”

Martedì 6 Giugno alle 18:45  al Cinema Odeon, in via Mascarella, 3 a Bologna si terrà l’evento: “Cambiamenti climatici, migrazioni ambientali e guerre per l’energia”, organizzato da Legambiente, in collaborazione con Cinema Odeon e Radio Città del Capo. L’incontro si inserisce nelle iniziative organizzate in vista del G7 Ambiente che si terrà a giugno a Bologna.

Interverranno:

  • Vincenzo Balzani, Professore emerito Unibo;
  • Vittorio Cogliati Dezza, Resp.le Legambiente migranti e interdipendenza.

Modera:

  • Riccardo Tagliati, Direttore Radio Città del Capo.

 

Alle ore  21.00 ci sarà la proiezione del documentario “This Changes Everything”.

Seguirà aperitivo offerto da Coop con prodotti Viviverde.

Legambiente lancia l’osservatorio cittaclima.it e il decalogo per città più resilienti

Alluvioni, piogge estreme, violente nevicate, lunghi periodi di siccità e ondate di calore che persistono per vari giorni e notti. Il clima sta già cambiando, aumentano i fenomeni metereologici estremi e a soffrirne di più sono soprattutto le grandi città, indietro nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, e i cittadini che pagano in termini di salute e spesso di vita. Dal 2010 ad oggi sono 126 i Comuni italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteorologici che hanno colpito l’Italia, provocato danni al territorio e causati impatti diretti e indiretti sulla salute dei cittadini. In particolare ci sono stati 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 56 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane: 19 giorni a Roma, 15 giorni a Milano, 10 a Genova, 7 a Napoli e 5 a Torino. Ed ancora 8 casi di danni al patrimonio storico, 44 casi di eventi tra frane causate da piogge intense e trombe d’aria, 40 eventi causati da esondazioni fluviali. Tra il 2010 e gli inizi del 2017, si sono inoltre registrati dal Nord al Sud del Paese 55 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo. Il più lungo black out è stato a gennaio 2017: in una settimana oltre 150 mila case sono rimaste senza luce e riscaldamento a causa delle forti nevicate in Abruzzo. Tra le grandi città, Roma negli ultimi setti anni ha registrato 17 episodi di allagamento intenso, di cui una buona parte solo negli ultimi anni. Tra le regioni più colpite dalle alluvioni e le trombe d’aria c’è la Sicilia, con più di 25 eventi concentrati nel territorio siciliano.
Ma ancora più rilevante è il tribu¬to che si continua a pagare in termini vite umane e di feriti: dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate (dati Cnr). Sottovalutate le onde di calore che possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono sotto i 25°C. In Italia l’ondata di calore del 2015 ha causato, tra gli over 65, 2754 morti in 21 città italiane e provocato danni gravi alla produzione agricola e ittica dovuti al surriscaldamento. Dati preoccupanti se si pensa che l’Italia è un Paese ad elevato rischio idrogeologico con 7.145 comuni italiani (l’88% del totale) che hanno almeno un’area classificata come ad elevato rischio idrogeologico, e con oltre 7 milioni gli italiani che vivono o lavorano in queste aree.

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Il ruolo dell’informazione nella sfida globale della sostenibilità

Lunedì 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Earth Day Italia assegnerà il premio Reporter per la Terra 2017. Il premio, giunto alla terza edizione, aprirà #All4thegreen, la rassegna di eventi cittadini che precedono l’apertura del G7 Ambiente dell’11 e 12 giugno.

La premiazione sarà preceduta da una sessione del Forum Terra Italia, il programma convegnistico di Earth Day Italia, che assieme a giornalisti esperti offre una lettura dei principali eventi ambientali avvenuti tra Earth Day 2016 ed Earth Day 2017.

Con un occhio particolare al nostro paese, la discussione partirà dalla considerazione che i cambiamenti climatici e la crisi ambientale globale sono strettamente legate alle grandi questioni del nostro tempo: dalle emergenze migratorie, alle tensioni sociali, dalla crisi alimentare ai venti di guerra che attraversano l’intero pianeta. Il ruolo strategico giocato dall’informazione risulta decisivo per rappresentare la complessità e l’interdipendenza di sfide epocali come queste. Continue reading

Le città alla sfida del clima

Mercoledì 31 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle 13:00 all’Università Roma 3, Dipartimento di Architettura – Sala Urbano VII , in Via della Madonna dei Monti 40 si terrà l’incontro: “Le città alla sfida del clima”, gli impatti dei cambiamenti climatici e le politiche di adattamento.

Il crescente impatto dei fenomeni meteorologici estremi in diverse aree del globo ha posto i cambiamenti climatici al centro dell’attenzione scientifica e mediatica. Sono, inoltre, sempre più evidenti i danni economici, sociali e ambientali provocati dal riscaldamento globale che potrebbero aumentare in futuro. In particolare, nelle aree urbane che sono responsabili della maggior parte delle emissioni climalteranti. Per questo, è sempre più urgente dedicare alle città l’attenzione specifica nell’ambito delle strategie di adattamento. Il convegno sarà l’occasione per ricostruire il quadro dell’impatto dei cambiamenti climatici sul territorio italiano e per ragionare sull’urgenza di nuovi approccio politici alla questione.  Saranno, infatti, presentati studi e ricerche sull’impatto dei cambiamenti climatici nelle aree urbane.

Esperti, esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni si confronteranno sui cambiamenti del clima e sulle priorità di intervento delle città italiane.

Info: Segreteria energia@legambiente.it, tel. 06.86268331

 

 

 

Appello per una mobilitazione ecologista in occasione del G7 Ambiente

 

g7-Ambiente-Bologna-Mobilitazione-nazionaleL’11 e il 12  Giugno 2017 la città di Bologna sarà teatro del G7 ambiente: la riunione dei ministri dell’ambiente dei 7 Paesi OCSE più ricchi, fra cui, per la prima volta, un’amministrazione USA apertamente negazionista dei cambiamenti climatici e con posizioni estremamente pericolose per il nostro futuro come dimostra il recente fallimento del G7 energia. Un appuntamento che viene prima del G20 di Amburgo dove è prevista una mobilitazione unitaria di tutti i movimenti e le realtà sociali europee che si contrappongono ad un modello economico che consuma risorse naturali e concentra  risorse economiche in mano di pochi.

In una situazione in cui la temperatura complessiva del pianeta è in costante aumento avvicinandosi in maniera allarmante verso i +2 C°, soglia oltre la quale viene messo in discussione l’equilibrio ambientale del Pianeta – mentre l’aria che respiriamo è sempre più inquinata e la terra in cui viviamo è depredata e compromessa da modelli produttivi insostenibili, non è accettabile un passo indietro rispetto agli obiettivi – seppur insufficienti-  dell’accordo di Parigi.

Un accordo che, grazie alla pressione della società civile, per la prima volta indica come obiettivi: il  contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 C° , il finanziamento di sistemi di adattamento per i paesi in cui i cambiamenti climatici sono già un tragico presente e la decarbonizzazione dell’economia. Un accordo che ad oggi, non ha fermato i piani di ricerca e sfruttamento delle risorse fossili sulle coste Italiane o di giacimenti inquinanti come le sabbie bituminose dell’Alberta in Canada. Un accordo che quindi, va implementato inserendo tempistiche ambiziose e certe con penalità forti per chi non segue il percorso stabilito.

La  messa in sicurezza delle risorse e dei territori necessita di una mobilitazione continua. Il 12 e 13 Giugno prossimi saranno trascorsi 6 anni dalla vittoria referendaria sul nucleare e per l’acqua pubblica, che costituisce un’affermazione democratica di un diritto fondamentale disattesa da tutti i governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi. Interessi economici e finanziari  premono per continuare lo sfruttamento dei territori (come non di rado emerge da inchieste giudiziarie) condizionando l’ambiente e il futuro di intere comunità. Per porre un argine è quindi necessario rafforzare e ampliare la democrazia e la partecipazione dei cittadini al governo dei loro territori.

Il futuro del nostro paese rischia di essere compromesso da insufficienti investimenti in innovazione sociale e trasformazione produttiva in senso ecologico e dell’economia in chiave circolare, il mancato sviluppo delle comunità energetiche e della produzione di energie rinnovabili, il continuo investimento su mobilità privata e trasporti su gomma che compromettono la qualità dell’aria e la salute dei cittadini, il limitato investimento in ricerca,  formazione, politiche attive del lavoro volte alla messa in sicurezza dei nostri territori e nella creazione di un sistema di welfare in grado di sostenerne le trasformazioni attraverso una giusta transizione.

La ricerca e il controllo delle fonti fossili di energia è sono tra le principali cause dei conflitti che stanno destabilizzando il mondo, così come i cambiamenti climatici e il depauperamento delle risorse sono  causa di milioni di persone in fuga da situazioni ambientali insostenibili: pertanto mentre la politica si concentra su una gestione  emergenziale e securitaria dell’immigrazione sono le nostre stesse scelte economiche e i modelli produttivi a costringere intere popolazioni a lasciare la loro terra di origine.

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Laudato Sì per la transizione energetica e una finanza sostenibile

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

Transizione energetica e finanza sostenibile bologna 8 giugno 2017 _

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