Dopo il rifiuti-gate di questa estate (2500 tonnellate di ecoballe italiane scaricate nel porto di El Jadida che hanno scatenato le ire degli ambientalisti non solo marocchini mettendo in difficoltà entrambi i ministri dell’ambiente Hakima El Haite e Gian Luca Galletti), ora siamo obbligati a mancare all’appuntamento pre-COP22 dedicato ai ministri dell’ambiente degli Stati che hanno già ratificato l’Accordo di Parigi, previsto per oggi e domani 18 e 19 ottobre. E mancheremo pure la prima CMA, ossia la 1 ° sessione della Conferenza delle parti che funge da riunione di chi ha ratificato l’accordo di Parigi (CMA1), in programma il 15 novembre a Marrakech.

L’Italia non siederà con USA e Cina al tavolo dei decisori durante COP22

Questo perché non abbiamo ancora ratificato. Lo faremo certamente, ma non in tempo per essere tra coloro che daranno avvio alla fase pratica dell’Accordo. Il regolamento parla chiaro: alla pre-COP22 di mercoledì prossimo partecipano coloro che hanno già ratificato, mentre alla CMA1 che si svolge durante COP22 possono partecipare coloro che hanno depositato la loro ratifica entro il 14 ottobre, ossia oggi, 30 giorni prima della riunione (“to participate in a CMA1 meeting on Tuesday, 15 November 2016, the Party to the Convention should deposit its instrument at the latest on Friday, 14 October 2016, with entry into force on Sunday, 13 November 2016”).

La riunione dei ministri di oggi e domani 18 e 19 ottobre è una continuazione delle consultazioni informali organizzate l’8 e il 9 settembre a Skhirat, e si propone di affrontare la convocazione di CMA1 a Marrakech durante COP22, lo sviluppo del regolamento dell’Accordo di Parigi, gli strumenti di attuazione, le questioni relative alla agenda pre-2020 e l’Agenda delle COP21 e COP22 High-Level Climate Champion.

L’incontro sarà presieduto dal presidente di COP22 Salaheddine Mezouarand e dal presidente di COP21 Ségolène Royal, include la partecipazione del segretario esecutivo UNFCCC Patricia Espinosa come i ministri di 80 paesi e più di 400 altri delegati, oltre ai rappresentanti del Segretariato dell’ONU per il Cambiamenti climatici. Inoltre, il 17 ottobre, in vista della pre-COP ministeriale, ci sarà una pre-COP della società civile con dibattiti tra i rappresentanti UNFCCC e i gruppi di osservatori (commercio, ambiente, enti locali, le popolazioni indigene, i sindacati, le donne e di genere, i giovani e gli agricoltori e l’agricoltura), e con i presidenti di COP22 e COP21.

 

(Fonte: Giornalisti nell’erba)